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Repubblica per Lamento di un viziato
(Massimiliano Panarari)
Righini ha scritto un romanzo generazionale sui trentenni di Reggio
La sindrome dei Peter Pan all'emiliana
Se alla parola "trentenni" avevate l'abitudine di associare l'immagine delle scatenate e superglamour protagoniste di "Sex and the City" (almeno quelle della prima serie, visto che ora il tempo ?assato), in questo romanzo emiliano siamo decisamente in un'altra dimensione. L'unica cosa in comune con Carrie, Samantha & C. ?he l'autore, il 34enne Gaetano Righini, fa pure lui una professione di tendenza, cio?l pubblicitario. E la esercita non a downtown Manhattan, ma nel centro di Reggio Emilia, il che fa giustappunto una certa differenza... "Lamento di un viziato" (At?ditore, pp. 194, euro 10) ?infatti Emilia profonda, tra Lambrusco, bar Mario e pop corn, come canta l'Omero del nostro, Luciano Ligabue.
Righini esordisce come narratore con questo libro assai autobiografico che ci immerge nella realt?ei trentenni di provincia, "irrequieti" e mammoni, gi?elandroni e scansafatiche e ora piuttosto indaffarati, ma sempre un po' cazzoni. Un "romanzetto di formazione" sul passaggio "dall'et?el perdigiorno", quando l'autore era uno studente universitario di campagna ("sveglia alle 11,30, pranzo, bar fino alle 14,30/15 e poi a casa a studiare") alla fase attuale di trentenne lavoratore, sullo sfondo dell'accogliente provincia di casa nostra, senza traumi, n?cosse, dove tutto ?lacido e tranquillo - e la qualit?ella vita, in cambio, rimane molto alta al confronto della coppia metropolitana Milano-Roma. Insomma, trentenni mai sull'orlo di una crisi di nervi, ma in lotta (molto "comoda") con un'altra "turba" psicologica, la sindrome di Peter Pan. Ricordate le tesi dello scrittore e giornalista di Repubblica, Gabriele Romaganoli, su Bologna "matrigna" che, mediante il ricatto delle lasagne di mamma, teneva avvinti a s? suoi figli? Figuriamoci qui, tra le nebbie e le noie della Bassa reggiana, dove i tortelli della nonna costituiscono un richiamo pi?resistibile del canto di una sirena. Nessuna pretesa di istantanea sociologica, dunque, ma un ritratto vivido, molto "parlato" (a volte persino troppo, ma ?'esordio, e quindi concediamo a Righini il beneficio della "condizionale") e scanzonato di cosa vuol dire avere trent'anni e vivere dalle nostre parti.
Da ultimo, un avviso ai naviganti, anzi ai lettori. ?un libro "etnico" - dal Due stelle (un intramontabile locale di Reggiolo) alla sagra di San Girolamo - e "generazionale" (domandate a chi oggi ha pi? 30 anni e meno di 40 cosa significhino per lui le telecronache di tennis di Rino Tommasi e Gianni Clerici...) - al punto da richiedere uno spassoso glossario in appendice, dove il lettore apprender?tra le altre cose, che "bagolone" (quello che le spara grosse) ?l termine con cui i reggiani designano i parmigiani, i "nemici giurati" d'oltre Enza. Dimenticavamo: alla fine il protagonista, per fortuna, smette di essere un Peter Pan...
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