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Lancio Ansa per Le truppe carrellate
(LIBRI: TUTTI IN FILA, ARRIVANO LE 'TRUPPE CARRELLATE' )
(ANSA) - CAGLIARI, 30 MAG -
Una lunga fila di carrelli, migliaia di persone che incrociano come automi tra gli scaffali e un continuo bombardamento di 'offerte speciali'. E' la giornata tipo in un centro commerciale dei coniugi Berlenga che ingrossano le file delle ''Truppe carrellate (ovvero all'inferno, ma col carrello)''.
Il libro d'esordio di Giovanni Follesa, direttore del quotidiano L'Obiettivo di Quartu Sant'Elena, e del giornalista Piergiorgio Molinari, uscito da alcuni giorni a cura dell'Ati Editore di Milano. Le 112 pagine rimandano ad una realta' fatta di equivoci e incidenti paradossali. Il libro ha i riferimenti stilistici e i ritmi tipici dello humour britannico, dal Jerome K. Jerome di Tre uomini in barca all'Alan Bennett di Nudi e crudi. Un'analisi divertente e divertita del luogo-simbolo del consumismo che fa emergere uno spaccato di societa' che e' comune un po' a tutti. Una vera e propria alienazione davanti alle interminabili corsie colme di prodotti in illusoria quanto perenne 'offerta speciale'.
Cosi', quella che dovrebbe essere una banale uscita per fare acquisti si rivela essere una parabola ironica, volutamente assurda e un po' crudele, dell'intimo fallimento esistenziale della coppia. Le disavventure, che nascono dal ricevimento del volantino pubblicitario a casa dei coniugi Berlenga, vengono
descritte con lieve cattiveria e soprattutto con la sulfurea percezione che per questi personaggi non c'e' alcuna speranza di redenzione. Salvo poi accorgersi, magari con un leggero disagio, che molti dei tic e dei comportamenti dei quali si e' appena riso malignamente sono esattamente tali e quali a quelli del lettore.
''L'idea di scrivere questo libro - spiega Follesa - e' nata una domenica mattina nel parcheggio di un Centro commerciale dove numerose persone attraversavano la strada in fila indiana come vere e proprie truppe con tanto di carrelli. La grande struttura di vendita e' diventata motivo di svago e non solo un luogo dove fare la spesa. Per questo motivo - conclude - abbiamo voluto fotografare un aspetto della vita di tutti i giorni in una sorta di libro-reality che dissacra questo passatempo
moderno''. (ANSA).
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