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Poesia Erotica contemporanea
(Evelina Cataldo)
Un'antologia erotica che ricalca le multiformi espressioni dell'eros, gi?ontate in forma di prosa da Roland Barthes in "Fragments d'un discours amoureux".
La novit?ell'antologia risiede nell'operare un distacco da un mero dis-cursus utilizzando, invece, il versus come parabola espositiva dell'avventura amorosa.
Il verso crea un network sublime di figure retoriche, di rime e di stile. Nel contempo, esso scalfisce la solitudine derivante dall'atto dello scrivere di una tematica universale e, contestualmente, tanto singolare.
L'artifizio linguistico si dissipa nella spontaneit?ella "Carnalit? Gli ardori, il phatos, la scoperta, le corrispondenze si tramutano di volta in volta, in una dionisiaca affermazione del s?traverso l'oggetto amato.
Quest'ultimo diventa, appunto, mediatore tra l'io e l'esistenza e il versus rappresenta il mezzo attraverso cui rendere tangibile al mondo la rivelazione di una coscienza "coincidente" e pertanto, liberata.
La tematica amorosa, piovra dai mille tentacoli, avvolge il lettore in una introiettata de-realt?fino a sconfinarlo in una ascesi momentanea.
Le poesie della Amodei (Scherzo angiolieri, Il mio sesso immortale); Kraushaar (Tennis); Ravazzano (La condizione dell'errore, Ode); Guidetti (Lentamente); Attanasio (Eros in fuga) trasformano, infine, l'onirico in vivifico.
La lettura di tali poesie susciter?a sensazione di osservare l'"Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini, "Il bacio"di Gustave Klimt, i "Nudi" di Renato Guttuso, "Illumined pleasures" di Salvador Dali o "Viva l'amore o Pays charmant" di Max Ernst.
Il dono dell'espressione poetica, come quella delle arti visive, si rivela in tutti i suoi odori, sapori, odissee di piaceri, languori, laddove nessun senso viene eluso.
In tale raccolta, l'intuizione versatile dell'incontro amoroso, mai banale o oscena, si emancipa dall'atavica considerazione di scrittura erotica intesa come simbolo di corruzione o storpiatura del sentimento.
La presenza incalzante di donne appassionate a tale genere rappresenta una constatazione della falsit?elle teorie dei ruoli. Le donne-poeta sono le interpreti di una sensibilit?altra": <> come pi?lte ribadito da Luce Irigaray in "Speculum, l'altra donna".
Anche Erica Jong ne "Il diavolo fra noi" smantella il generale etichettamento di Henry Miller a mero scrittore pornografo. Ella analizza la visione dell'eros dell'autore americano evidenziando persino il suo sottile lato misogino. Difatti, Henry Miller pi?lte si sofferma ad assimilare l'Utero alla morte.
Tuttavia, in un'ottica contemporanea, la sua concezione naturalistica del sesso, intesa alla stregua di un ciclo vitale, appare con maggiore chiarezza intellettuale ed efficacia espressiva.
"Il sesso ?l grande simbolo, bifronte di Giano, della vita e della morte. Non ?ai l'una o l'altra separatamente, ma entrambe assieme, sempre. Quando abbracciamo il sesso, abbracciamo anche, simbolicamente, la nostra mortalit?La paura del sesso ?unque anche paura della morte. Per molti uomini, la paura della donna equivale al riconoscimento della mortalit?E' la fecondit?ella donna a rammentare all'uomo la sempiterna danza di nascita e morte." *
Allo stesso modo, le poesie presenti nell'antologia erotica evocano un connubio esistenziale di puro e impuro, di sacro e profano, di verit? menzogna, caratteri peculiari di un eros divinatorio, che, con acuta maestria linguistica, mai si risolvono in un gioco "manicheo" tout court.
Evelina Cataldo
*Su Henry Miller Il diavolo fra noi, E.Jong, Bompiani. Pag 231
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