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30/01/07 Il Meridiano per Le truppe carrellate
(“Le truppe carrellate” in un libro divertente le debolezze moderne)
Lorenzo Del Boca lo ha presentato al Circolo della Stampa
Roma “Le truppe carrellate”, di Piergiorgio Molinari e Giovanni Follesa, uscito per i tipi di At?ditore, ?tato presentato al Circolo della Stampa. Presentatori d’eccezione, Lorenzo Del Boca, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e Giuseppe Gallizzi, presidente del Circolo. ĢI riferimenti stilistici e i ritmi di “Le truppe carrellate” sono quelli tipici dello humour britannico, dal Jerome K. Jerome di “Tre uomini in barca” all’Alan Bennett di “Nudi e crudi”. I contenuti, invece, rimandano alla realt?taliana, andando a costituire uno specchio impietoso che restituisce l’immagine portata all’eccesso, certo, ma a suo modo fedele, delle frustrazioni, delle debolezze e dell’intima assurdit?el vivere modernoģ, ha spiegato Piergiorgio Molinari, uno dei due autori. I coniugi Berlenga, protagonisti del racconto umoristico, sono parte dell’infinita marea di persone che ogni giorno, munite di carrello, entrano negli ipermercati per fare incetta di ”offerte speciali”, ”occasioni imperdibili” e cibo degradante. Tutto ?ccessivo e naturale in questo libro: che ?na comica, grottesca, ironica, esilarante e amara rappresentazione di una societ?he per farci consumare ci consuma. In una straniante successione di equivoci e incidenti paradossali, il luogo-simbolo del consumismo pi?tuo diviene una discesa in un ridicolo inferno, nel quale la barca di Caronte ?n carrello (difettoso, per di pi? i gironi sono interminabili corsie colme di prodotti in illusoria quanto perenne ”offerta speciale”. Cos?quella che dovrebbe essere una banale uscita per fare acquisti si rivela essere una parabola ironica, volutamente assurda e un p?udele, dell’intimo fallimento esistenziale della coppia protagonista del libro. Pagina dopo pagina si ride e si sorride delle disavventure dei due, con lieve cattiveria e soprattutto con la sulfurea percezione che per questi personaggi non c’?lcuna speranza di redenzione. Salvo poi accorgersi, magari con un leggero disagio, che molti dei tic e dei comportamenti dei quali si ?ppena riso malignamente sono esattamente tali e quali ai nostri.
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