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Repubblica per Il piombo e l'anima
(Tragedia e speranza nel libro di Sergio Roedner)
Accadde a Milano nell'estate del '44
Si pu?ltivare la memoria, con un lavoro paziente e testardo di ricerca. E si pu?che decidere di riempire i vuoti tra un documento e l'altro, di far interagire le testimonianze, di immaginare una storia vera. Sergio Roedner, milanese di 54 anni, insegnante, ha cominciato mettendo insieme la storia avventurosa, dificile e tragica della sua famiglia tra due guerre (L'orologio di Armin, 2002, Marinotti): la lotta per la sopravvivenza, la fuga dalla persecuzione razziale, la deportazione, il dopoguerra dei sopravvissuti. Ora con Il piombo e l'anima ha scelto la forma del romanzo per raccontare la Milano del 1944. Due mesi di un'estate, dal 17 agosto al 15 settembre, e sulla scena di una citt?ffamata, calpestata dall'occupazione nazista e dall'infame collaborazionismo, si muovono figure tratteggiate con grande sobriet?La giovane ebrea viennese che con la madre tenta di sfuggire alla deportazione. Il ragazzo che rischia la vita per aiutarle, ed entra in contatto con la Resistenza. Il tenente della Wehrmacht che si innamora della ragazza ebrea. I sacerdoti che per salvare gli ebrei affrontano la deportazione. Molti di questi personaggi sono autentici, citati per nome e cognome. Milano ?accontata con precisione dei dettagli, e assoluta credibilit?Roedner si ?spirato alla storia di Ruth, giovane viennese che suo padre conobbe in lager. E si ?oncesso di immaginare una sua salvezza, che non ci fu, per "suggerire che ?ossibile e giusto opporsi alla sopraffazione".
Fabrizio Ravelli
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