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Lancio Ansa per "Il piombo e l'anima"
(ROEDNER, 'IL PIOMBO E L'ANIMA' DELLA RESISTENZA A MILANO )
(AT?EDITORE, pp. 270 - 14,50 euro.) Dimostrare e sostenere con forza che ''in ogni luogo e in ogni tempo e' possibile e giusto opporsi alla sopraffazione''. Ecco cosa spinge Sergio Roedner, a
60 anni dalla Liberazione, a 16 dalla caduta del muro di Berlino, 4 anni dopo l'attacco delle torri gemelle, a scrivere un romanzo ''sulla lotta di un pugno di coraggiosi per la salvezza di due ebree nella Milano occupata dai tedeschi''.
Ispirandosi alla storia vera di Ruth, finita in un lager come sei milioni di altre persone, Roedner, autore anche de 'L'orologio di Armin', racconta come il bene e il male davvero si incrocino sulla stessa via,
intersecandosi e scambiandosi spesso, e come, la pagina della resistenza, sia fatta dal sangue delle vittime, dal coraggio dei partigiani ma anche dall'anima di qualche carnefice. L'autore, sulla base di rigorose ricerche e interviste a testimoni, ha ricostruito la storia di una Milano del 1944 facendola raccontare, scandendola in giorni e azioni, dai suoi personaggi. Da una parte Giovanni, Sauro, e Saverio, i tre partigiani che mettono a rischio la propria vita e quella dell'organizzazione pur di salvare Elena e Sara, madre e figlia ebree, Marco, il giovane ragazzo che si trova suo malgrado coinvolto nell'azione di salvataggio e che da quel momento in poi aiuta i partigiani, le staffette Mara e Giulia, tutti i religiosi e i laici che non esitano a rischiare la propria vita per salvare quella altrui. Dall'altra parte gli spietati nazisti delle SS alloggiati all'Hotel Regina, i fascisti della Muti, i collaborazionisti e le spie ebree, come Mauro Grini, che vende i propri connazionali ai tedeschi.
E nel mezzo, persone come il tenente Dietmar, che sceglie di aiutare i partigiani a salvare Elena, e tutte quelle persone che anche sparando piombo, hanno, in fondo, un'anima. Il lettore non potra' rimanere impassibile nell'accompagnare Elena e gli altri nella fuga sui monti per passare il confine svizzero, o nella crescita del sentimento che lega la giovane e bella ebrea al tenete tedesco o nel leggere di tutto il sangue versato nelle azioni partigiane. 'Ne 'Il Piombo e l'anima, che contiene anche un'intervista integrale dell'autore a Giovanni Pesce, comandante del terzo Gap e medaglia d'oro della resistenza, Roedner, in
modo diretto e emozionante, regalando un finale di speranza, scrive si' della Resistenza ma al libro lascia l'eredita' di un messaggio tratto da quegli anni terribili, valido sempre: ''il bene e il male sono sempre scelte individuali e non monopolio di questo o di quel gruppo etnico, religioso o politico''.
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