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I Tic di Emanuele Kraushaar

Autore: Guide Supereva


Recensione fatta il: Thursday, 5 May 2005


Matteo Rolli. Donato Stella. Valentino Ferri detto "il Papa", Nunzio Fiore. E poi il "Canneto", il ristorante "Ricciardi". Nomi comuni, certo, luoghi quasi privi di significato, eppure nelle trame dei racconti di Kraushaar assumono una valenza particolare, una ricchezza evocativa, un loro peculiare simbolismo. Sarà per via del lago, quell'onnipresente specchio d'acqua così sereno, calmo, placido, in perenne contrasto con il vissuto e le vicende dei suoi frequentatori. Quel lago che è presenza costante, "convitato d'acqua" nei racconti di Kraushaar: un lago che, più che luogo di svolgimento dell'opera, è stato d'animo, filosofia di vita. Un lago che c'è: nelle vacanze, nei weekend, in fuga dalla Roma più tentacolare, nel bisogno impellente di uscire di casa, anche quella nel paese più piccino, dove i dedali di viuzze e di emozioni cercano di districarsi sulle rive.