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Wonderoustories

Autore: Tic: debutto nella narrativa di EK


Recensione fatta il: Sunday, 5 June 2005


Tic, dell'esordiente Emanuele Kraushaar, è un prodotto editoriale insolito. Non lo si può definire un libro di racconti, perché è qualcosa di più e di diverso: non solo storie, ma fotografie di comportamenti, cronache illustrate di ordinarie nevrosi e straordinarie paranoie. Immagini di banali vite quotidiane che si portano sulle spalle un fardello di insofferenza e insoddisfazione fino al punto di rottura determinato da insignificanti cause che generano smisurati effetti. È a questo punto che il protagonista oltrepassa i confini dell'autocontrollo, principalmente perché non ha o non vuole un interlocutore con cui rapportarsi. Tic ci mostra senza mezzi termini la degenerazione inesorabile del pensiero umano per mancanza di un polo di dialogo. Per vivere in una società, l'individuo ha bisogno di un punto di riferimento che permetta di tracciare le sue coordinate personali, per sapere oggettivamente chi è, e avere coscienza del suo ruolo. Mancando questo riferimento l'individuo brancola nel buio senza una direzione, non vede le cose che lo circondano, confonde gli oggetti e si crea delle paure, formula ipotesi prive di fondamento. Un comportamento aberrante che gli altri non vedono, perché sono ciechi a loro volta. Quello disegnato da EK è un mondo dove spesso la comunicazione non esiste. Ed è il mondo a cui purtroppo ci stiamo avvicinando.